Il Messico toglie i dazi ai prodotti Italiani.

Il 22 maggio 2026 Unione Europea e Messico hanno firmato il Modernised Global Agreement insieme a un Interim Trade Agreement (iTA), aggiornando un rapporto commerciale che esiste dal 2000.

Gli accordi commerciali possono sembrare qualcosa di molto lontano dalla quotidianità di una cantina o di un produttore food, ma in questo caso ci sono conseguenze piuttosto concrete. Il nuovo quadro punta a ridurre i dazi, semplificare alcune procedure e rafforzare la tutela delle Indicazioni Geografiche europee in Messico.

E il mercato esiste già. Nel 2025 l’Unione Europea ha esportato in Messico circa 2,5 miliardi di euro di prodotti food & beverage. Vino e prodotti a base di vino valevano da soli 211 milioni di euro, pari all’8,4% del totale. Il Messico è inoltre il secondo maggiore importatore di prodotti agroalimentari europei in America Latina.

Quindi non stiamo parlando di creare una domanda da zero. Il nuovo accordo arriva in un mercato dove i prodotti europei sono già presenti e punta a rendere più semplice e competitivo l’accesso.

Cosa cambia per le aziende 

Uno dei punti principali riguarda la liberalizzazione di circa il 95% degli scambi di prodotti agricoli.

Per diverse categorie europee significa arrivare gradualmente all’eliminazione di dazi oggi ancora importanti. La Commissione Europea fa alcuni esempi molto chiari: pasta e cioccolato possono essere soggetti a dazi fino al 20%, mentre alcuni formaggi arrivano fino al 45%. Con il nuovo accordo queste tariffe verranno eliminate, anche se per alcuni prodotti sono previste quote o periodi di transizione.

Per un produttore questo può incidere direttamente sul prezzo con cui il prodotto arriva a distributori, retailer e ristoratori messicani. Il dazio è naturalmente solo una delle componenti del prezzo finale, ma ridurlo significa avere più margine per costruire un posizionamento sostenibile.

Anche la parte operativa dovrebbe diventare più semplice. La Commissione parla di procedure amministrative più snelle, documentazione semplificata e controlli alle frontiere più efficienti.

Per una PMI che fino ad oggi ha percepito il Messico come un mercato complesso da affrontare, sono cambiamenti da tenere d’occhio.

Per il vino non si parla solo di dazi

Il vino ha già un peso importante negli scambi tra Europa e Messico e il nuovo accordo gli dedica una parte specifica.

È previsto infatti un allegato dedicato a vino e spirits, con maggiore cooperazione e riconoscimento delle pratiche enologiche. L’obiettivo è rendere più semplice anche la parte tecnica del commercio tra i due mercati.

Poi c’è il tema dell’origine.

Il nuovo quadro proteggerà in Messico 568 Indicazioni Geografiche europee: 336 legate all’agroalimentare, oltre a 232 indicazioni di spirits già protette. Tra gli esempi italiani citati direttamente dalla Commissione troviamo Chianti, Prosciutto di Parma, Fontina e Parmigiano Reggiano.

Per un produttore italiano è un elemento molto concreto. Gran parte del valore dei nostri prodotti deriva proprio dal luogo da cui provengono e dalle regole con cui vengono realizzati. Una protezione maggiore significa rendere più difficile l’utilizzo improprio di questi nomi e difendere meglio il valore costruito dal produttore.

L’accordo è stato firmato il 22 maggio 2026 e l’Unione Europea ha completato a luglio il proprio iter interno per l’Interim Trade Agreement. Il Messico deve ancora concludere le proprie procedure. Una volta che entrambe le parti avranno comunicato formalmente di aver completato l’iter, l'ITA entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo.

Quindi siamo in una fase di passaggio.

Inoltre, alcune riduzioni tariffarie saranno progressive. La Commissione specifica che i dazi arriveranno a zero per quasi tutti i principali prodotti agroalimentari di interesse europeo al momento dell’entrata in vigore oppure nell’arco disette-dieci anni, a seconda della categoria.

Ed è proprio questa fase a rendere interessante il timing per chi sta valutando il mercato adesso.


Cosa rappresenta questo momento e perchè è importante valutare di prendere parte a Wines Experience Messico?

C’è un altro segnale che arriva direttamente dall’Unione Europea.

Dal 16 al 19 novembre 2026, il Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione guiderà una delegazione business agroalimentare a Città del Messico. Tra i settori invitati ci sono esplicitamente vino, formaggi e latticini, olio d’oliva, birra, spirits e prodotti trasformati, e una parte importante della missione sarà dedicata proprio alle nuove opportunità legate all’accordo UE–Messico.

Wines Experience Mexico si terrà il 5 e 6 novembre a Expo Santa Fe, meno di due settimane prima.

Sono iniziative indipendenti, ma la vicinanza delle date racconta bene il momento che sta vivendo il mercato. Le istituzioni europee stanno incoraggiando le aziende agroalimentari a guardare al Messico proprio mentre il nuovo quadro commerciale si avvicina alla fase di applicazione.

Per una cantina o un produttore food italiano, partecipare a una fiera in questa fase significa iniziare il lavoro commerciale mentre il mercato si prepara al cambiamento: incontrare importatori, capire il prezzo finale, verificare quali canali funzionano e capire concretamente dove può inserirsi il prodotto.

Un accordo commerciale da solo non venderà una bottiglia di vino o una confezione di pasta. Servono comunque importatore, distribuzione, posizionamento e relazioni commerciali solide. Però, se le condizioni di accesso stanno diventando più favorevoli, avere già costruito quei rapporti può fare una grande differenza.

È qui che Wines Experience Mexico 2026 arriva in un momento particolarmente interessante, permette alle aziende di entrare nella conversazione mentre il mercato si sta preparando alle nuove regole, invece di arrivare quando il cambiamento è già avvenuto.






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