Le nuove frontiere dell’export italiano: cosa aspettarsi per vino e food nel 2026

Tempo di lettura: 3 min

L’immagine sovrastante è stata generata con l’IA

Nel 2025 l’Italia entra in una fase decisiva per il futuro della sua economia agroalimentare. Nonostante pressioni inflazionistiche globali, instabilità geopolitica e tensioni nelle supply chain, il settore del Made in Italy dimostra una resilienza straordinaria. I dati più recenti lo confermano: tra giugno 2024 e maggio 2025, le esportazioni agroalimentari italiane hanno superato i 70,7 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai 37 miliardi di dieci anni prima.

Le categorie simbolo: vino, formaggi, salumi, pasta e olio extravergine d’oliva, continuano a guidare la domanda internazionale. Un’analisi di settore del 2025 evidenzia come questi prodotti rappresentino veri ambasciatori culturali, veicolando artigianalità, heritage e identità territoriale nel mondo.[2]

Le categorie principali: heritage e trazione globale

Vino
Il vino resta al centro dell’ecosistema export italiano. Tuttavia, il contesto globale sta cambiando: la crescita dei consumi rallenta in alcuni mercati maturi, mentre aumenta la domanda di etichette premium e certificate sostenibili. La competitività si gioca sempre più su valore, posizionamento e credibilità.[3]

Olio extravergine d’oliva
Secondo aggiornamenti dell’International Olive Council, la domanda globale privilegia EVO di alta qualità. Nonostante le difficoltà climatiche e rese inferiori, la reputazione italiana resta fortissima nei segmenti premium.[4]

L’immagine sovrastante è stata generata con l’IA

Pasta e formaggi
I dati UE più recenti confermano una domanda globale robusta: nel 2024 l’export di pasta italiana ha superato i 2 milioni di tonnellate, rafforzando la leadership del Paese nella categoria. Anche i formaggi mantengono una posizione centrale nei flussi commerciali internazionali.[5] 

Mercati emergenti: dove la crescita accelera

Gli Stati Uniti restano il primo mercato consolidato per l’Italia, ma le curve di crescita del 2025 indicano chiaramente nuove geografie strategiche.Nel primo semestre 2025, l’export agroalimentare italiano è cresciuto del 6%, trainato anche da Sud-Est asiatico e America Latina, dove la domanda di prodotti premium europei autentici è in aumento.[6] 

  • Vietnam: mercato in espansione per vino e gourmet food, sostenuto da middle class in crescita e retail moderno.
    Messico: interesse crescente per pasta, formaggi e sparkling italiani; uno dei mercati latinoamericani più dinamici.

Altri paesi da monitorare:

  • Corea del Sud

  • Emirati Arabi Uniti

  • Singapore

    Questi mercati non eguagliano ancora USA o UK in dimensioni assolute, ma mostrano tassi di crescita più elevati e maggiore agilità.

Perché anticipare il cambiamento è cruciale

I mercati maturi offrono stabilità ma espansione più lenta.
Quelli emergenti offrono crescita, ma richiedono adattabilità e visione di lungo periodo.

Nel 2025 e oltre, il successo dipenderà da alcune capacità chiave:

  • Leggere precocemente i trend di consumo, soprattutto tra giovani urbani in Asia e America Latina.


  • Investire in brand awareness dove l’Italia è ammirata ma non ancora pienamente compresa.


  • Rafforzare logistica e cold chain, integrando pratiche digitali di export.


  • Adattare la comunicazione ai contesti culturali locali, valorizzando storytelling, identità visiva e autenticità.

Guardando avanti: un’opportunità strategica

Il cambiamento del 2025 non è solo numerico, ma strategico. L’appetito globale per il cibo e il vino italiani continua a crescere, ma si diversifica geograficamente. Mantenere una presenza solida in USA e Regno Unito resta essenziale. Ma la crescita futura dipenderà sempre più dalla capacità di presidiare mercati come Vietnam, Messico, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Singapore, dove la qualità italiana è percepita come aspirazionale e culturalmente arricchente. Per le imprese italiane, la sfida non è solo esportare di più. È esportare meglio: con posizionamento chiaro, strategia multilivello e una visione globale coerente con l’evoluzione del consumo internazionale.



[1] News Italian Food, Italy’s food exports hit record €70bn , URL: news.italianfood.net (09.30.2025)

[2] OpprtunItaly, AgriFood Made in Italy Worldwide Report, OpportunItaly, (01.2025)

[3] Vigolo P., Wine, Europe and Italy in 2025: between restructuring and uncertainty, URL: liveinitalymag.com (11.17.2025)

[4] International Olive Council, Olive sector statistics – August/September 2025, URL: internationaloliveoil.org (09.08.2025)

[5] De La Feld S., Italy queen of pasta, exported more than 2 million tonnes in 2024. But US market now at risk, URL: eunews.it (10.24.2025)

[6] News Italian Food, Italian Food & Beverage exports up6% in H1 2025, URL: news.italianfood.net (09.18.2025)



Next
Next

Quali sono i mercati che importano più vino?